WeltMix, cose che ci piacciono - novembre 2025

Uno spazio di consigli in libertà: libri, mostre, spettacoli, film, podcast e qualsiasi altra esperienza della costellazione culturale, suggerita dalla redazione per chi legge WeltLit.

Scego book club. Scritture di donne dal continente africano (Anna)

È tornato da poco il gruppo di lettura guidato dalla scrittrice Igiaba Scego alla Biblioteca Goffredo Mameli del Pigneto, a Roma. Dopo gli intensi incontri dell’anno scorso, dedicati alle “Scritture di donne attraverso i continenti”, andati subito sold out, il nuovo ciclo di letture è dedicato alle opere di autrici africane contemporanee. Anche in questo caso il numero massimo di iscrizioni è stato raggiunto velocemente, ma chi lo desidera può andare sul sito della biblioteca e scoprire i titoli scelti, per una lettura in autonomia.

‘THE SLAM Years 1983–1988’ (Habibi Funk 018), album di Hamid Al Shaeri (Ali)

L’album del 2022 di Hamid Al Shaeri – cantante, compositore e produttore libico-egiziano, figura fondamentale nella musica pop araba – mescola funk e synth anni ’80 in tracce autoprodotte che suonano sorprendentemente moderne.
Ascoltarlo è un’esperienza piacevole che stimola l’orecchio, allarga la prospettiva musicale e, inevitabilmente, fa muovere i piedi.

Profilo Instagram “Catpitalismo” (Ben)

Un profilo Instagram dove il prof. Miagolo, insieme ai suoi colleghi felini, spiega in modo conciso e divertente numerose questioni economiche. Come funzionano le tasse o le borse di studio? Come posso pagare meno imposte da partita iva? Ha senso cambiare posto di lavoro? Un modo molto più piacevole per restare informati (e quindi di prendere decisioni ponderate) senza dovere essere per forza dei commercialisti.

Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta di Stefania Prandi, Settenove edizioni (Cosima)

Un reportage lungo tre anni che dà voce a chi resta dopo un femminicidio: genitori, figli, sorelle, vite interrotte due volte. Stefania Prandi, giornalista, scrittrice e fotografa, ascolta senza spettacolarizzare e restituisce ciò che la cronaca non mostra: stanze vuote, processi interminabili, ricordi che sono macigni. Un libro asciutto, accurato, che illumina l’ombra lasciata dalla violenza. E che ci ricorda come la memoria sia un atto civico.

Hania Rani “Non Fiction – Piano Concert in Four Movement” (Fran)

“Non Fiction” è il primo concerto per pianoforte della compositrice polacca Hania Rani. I quattro movimenti si ispirano alle composizioni scritte da Josima Feldschuh nel ghetto di Varsavia durante gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Registrato agli Abbey Road Studios con un’orchestra di 45 elementi, “Non Fiction” esamina la prossimità alla guerra di oggi e i modi in cui la osserviamo. 

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