Immagine: Foto di Вова Пыжик da Pixabay

Nella Bassa

Di raso, contro il muro. Impugno tenace la fionda intagliata con l’Opinel che mi ha regalato lui.
«Un uomo senza coltello è inutile quanto una cagata di vacca in mezzo al campo».
Questa sua regola di vita mi è sempre sembrata controintuitiva. A noi qui, nella Bassa Bergamasca, la merda di una vacca serve eccome: ci concimiamo i terreni per mantenerli fertili e veder crescere piante forti.

Ai miei piedi, sotto a un cespuglio rado, ho la carcassa di un passero. Quando lui mi vedrà mi chiederà perché sto chinato a terra e allora gli dirò che l’ho centrato in pieno con l’arma. Dirò una bugia. Non uccido per nutrirmi, figuriamoci per divertimento. Spero che lui non si avvicini, noterebbe che è morto da ore: una processione disciplinata di formiche lo penetra attraverso i fori del becco. Il passero sta venendo mangiato da dentro, come me nell’attesa che lui mi noti.

Non so dove sia di preciso, sono i rumori a farmelo intuire. Si sta addentrando nell’ordinato deposito tra la conigliera e la stalla. Deve sistemare la vanga usata per scavare la buca a Rocky. Da queste parti i cani sono il prolungamento dell’identità del padrone. Rocky era buono e amorevole. Non importa quante volte lo lavassimo con la canna dell’acqua, appena asciutto, si tuffava nel lago di letame dietro la stalla. Non so perché lo facesse. Non importa più.

Da queste parti gli screzi tra cascine sono cosa seria. Nella Bassa non si dimentica. Rocky aveva il vizietto di montare le  cagne dei vicini, avvelenandone il sangue nobile da generazioni.
Qua attorno passa un fiumiciattolo in cui di tanto in tanto galleggiano sacchi di plastica neri. A Rocky ieri mattina hanno spezzato la schiena, si è trascinato con quelle sue zampe corte e tozze fino a casa. Mio padre gli è corso incontro, ha tirato qualche bestemmia densa d’odio verso il cielo e Rocky gli è spirato tra le braccia. La fedeltà di un animale. La fedeltà va difesa e va vendicata.

Nel buio della notte il fienile dei cacciatori è bruciato, a svegliarmi le sirene dei vigili del fuoco che illuminavano il soffitto della mia stanza. Lui era sul balcone, la sigaretta tra le labbra e il picchiettare delle dita sulla ringhiera. Mi ha detto di tornare a letto e di riposare, mi ha detto che l’indomani avrebbe seppellito Rocky. Nella Bassa non si chiede aiuto a nessuno.

I rumori dal deposito si acquietano e lui compare con il solito vestiario: scarpe dal forte odore di merda di vacca, buchi nella canotta sudata. Tengo stretta la fionda, attendo che si accorga di me. Vede il passero, ha abboccato. «L’hai preso tu?» chiede sorridendo. «Con la fionda» rispondo mimandone la tensione prima del rilascio del proiettile. Penso sia orgoglioso di me e mi sento contento davanti al corpo senza vita.

Mi fa cenno di seguirlo nella conigliera. I conigli adulti, dentro le gabbiette impilate, si cagano l’uno sulla testa dell’altro e si pisciano sulle zampe posteriori. Le femmine e i cuccioli hanno poco più spazio, i cuccioli sembrano zucchero filato e li accarezzo di nascosto perché se mio padre mi vedesse mi darebbe del “frocio”.

Con un cigolio mio padre apre una gabbia, alza per le orecchie un coniglio adulto, che a occhio pesa almeno cinque chili, e me lo rifila in braccio. Rimango immobile, pietrificato. Lui maneggia nella cassetta degli arnesi e ne estrae un martello da carpentiere con il manico di legno e la testa metallica.
«Preparalo».
So cosa significhi, le ho viste le carcasse appese al soffitto. Un cordino attorno a una delle zampe anteriori, le posteriori vengono mozzate. Troppo faticoso togliere l’odore di piscio. Gli occhi fuoriescono dalle orbite, i muscoli del collo si contraggono ancora, il sangue gocciola sul pavimento.

Afferro il coniglio con una mano, con l’altra prendo il martello ma poi lo lascio  cadere. Mio padre mi dà uno di quegli schiaffoni in grado di girarmi la testa: «Sapevo che eri una femminuccia, non mentirmi. Non farlo mai più».
Nella Bassa essere fedele significa dire la verità. Sempre.

Andrea Gagni

Nato a Bergamo nel 1998, laureato magistrale in Culture moderne comparate. Pubblicazioni con edizioni Ensemble: "Grigio", 2019; "Verde", 2020; "Tu portami un fiore", 2023.

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